Naturale nel senso “biologico” del termine.
Se stai in silenzio un minuto, anche un minuto soltanto e osservi il tuo pensiero, vedrai come tutto sta insieme, il ricordo carnale dell’amore fatto la notte prima, le tette che il tuo amante ha succhiato, il latte che manca nel frigorifero che, ah, bisogna sbrinarlo, che altrimenti si rompe, e i soldi adesso non ci sono, quello mi deve ancora pagare… Passato, presente futuro, tutto insieme per associazioni di immagini e sensazioni, senza quel legame logico che si struttura con ordine solo quando quel pensiero lo devi spiegare, ad altri o a te stesso.
Così è il monologo di Molly di Joyce nella mia intenzione, quanto di più vicino alla rappresentazione del funzionamento del nostro pensiero.
Mi considero umile servitrice della scrittura di Joyce. È un tuffo vertiginoso nella mente, nel cuore e nella carne di Molly. Un essere umano. Unico e irripetibile, certo, come lo è ognuno di noi. Ma della nostra stessa materia è fatta Molly, miseria e nobiltà dell’essere umano, e sogni.” Chiara Caselli
DAL 3 AL 8 MAGGIO